Bonus casa 2020

Dopo la proroga delle detrazioni per chi effettua lavori in casa anche nel 2019, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti le guide alle regole ed ai requisiti per fruire dei bonus fiscali riconosciuti.

Le detrazioni spettanti variano e sono pari al 36% per i lavori di sistemazione a verde, al 50% per i lavori di ristrutturazione e per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, fino ad arrivare alle aliquote rafforzate dell’ecobonus, che vanno dal 65% all’75% per i lavori di risparmio energetico.

Non si segnalano particolari novità per il 2019 e la modifica più di rilievo è contenuta nella guida al bonus ristrutturazioni e al bonus mobili: confermato l’obbligo di comunicazione ENEA per le spese che comportano anche un risparmio energetico, adempimento al debutto proprio in questi giorni con non poche criticità.

Partiamo dal bonus che suscita più interesse nei contribuenti: la detrazione per i lavori di ristrutturazione, che consente di beneficiare di un rimborso fiscale pari al 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di 48.000 euro (96.000 euro di spesa detraibile).

Sono diversi i lavori per i quali si ha accesso alla detrazione fiscale: ristrutturazioni, restauro e risanamento conservativo, con regole più elastiche per i lavori effettuati in condominio.

Nella guida al bonus ristrutturazioni 2019 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate è contenuta la principale novità introdotta già dallo scorso anno relativa agli adempimenti necessari per fruire della detrazione fiscale.

Così come già previsto per l’Ecobonus, anche per i lavori di ristrutturazione che comportano un risparmio energetico è obbligatorio l’invio della comunicazione ENEA, entro la scadenza di 90 giorni dalla fine dei lavoro o dal collaudo.

Per gli interventi terminati nel 2019 la comunicazione va trasmessa attraverso un nuovo portale che sarà disponibile a breve sempre sul sito dell’Enea.

Proroga senza novità di rilievo anche per il bonus mobili 2020.

La guida dell’Agenzia delle Entrate specifica che si può fruire della detrazione Irpef del 50% per le spese di acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe A+ (A per i forni) qualora siano destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

L’agevolazione può essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1° gennaio 2018.

Per gli acquisti effettuati nel 2018, invece, è possibile fruire della detrazione solo se l’intervento di ristrutturazione è iniziato in data non anteriore al 1° gennaio 2017.

Anche per il bonus mobili e nello specifico per l’acquisto di elettrodomestici, a partire dallo scorso anno e anche nel 2019 vige l’obbligo di comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla data di collaudo del bene o di fine lavori.

La detrazione riconosciuta per i lavori di risparmio energetico prevede diverse aliquote, modificate già dalla scorsa Legge di Bilancio e che resteranno in vigore anche per gli interventi effettuati a partire dal 1° gennaio 2019.

 

Le principali novità in vigore sono le seguenti:

la riduzione al 50% della percentuale di detrazione per le spese relative all’acquisto e alla posa in opera di finestre comprensive di infissi, delle schermature solari e per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A.

Dal 2018 è ridotta al 50% anche la percentuale di detrazione per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro);
l’esclusione dalle spese agevolabili di quelle sostenute per l’acquisto di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A;
l’introduzione di una nuova detrazione (65%, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro) per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti;
la detrazione del 65% per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, o per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

La detrazione per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli effettuati su tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio sarà in vigore fino al 2021 e per questi lavori sono riconosciute percentuali di bonus più elevate.

In tal caso, infatti, è possibile usufruire di una detrazione del 70 o del 75% da calcolare su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

Per gli interventi condominiali sono previste detrazioni ancora maggiori quando sono realizzati in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico.

La detrazione in tali casi sarà:

dell’80%, se i lavori determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore,
dell’85%, se il rischio sismico si riduce di almeno 2 classi. Il limite massimo di spesa consentito per questi interventi è di 136.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

 

Conto Termico stufe pellet

 

  1. Conto termico stufe pellet
  2. Vademecum ufficiale GSE

 

Condizioni delle offerte con Rottamazione con conto termico:

In tante offerte  il prezzo della inserzione e' comprensivo del conto termico e rappresenta il costo del bonifico da effettuare ( non si possono fare altre agevolazioni). In altre parole non ci sono altre spese da sostenere, il tutto viene spiegato dal preventivo che segue il sopralluogo.

Nel prezzo e' compresa l'intallazione standard in localita' non disagiata per il trasporto, sono compresi anche i tubi di collegamento alla canna fumaria fino a 2,5 metri, manodopera, pratiche varie.

Importante: deve esserci una canna fumaria certificata, NON e' compresa la realizzazione della canna fumaria esterna o risanamento di quella esistente. Una canna fumaria certificata e' dotata appunto di certificato da parte di chi l' ho realizzata. In caso contrario serve una valutazione con sopralluogo o foto via whatapp come primo passo.

Non e' compreso nel prezzo della inserzione la realizzazione della presa d'aria ( foro diamentro minimo 100 mm verso esterno con due griglie ).

 

 

Spiegazione rapida: e'un contributo quasi immediato fino al 65 % della spesa sostenuta per la sostituzione di un generatore di calore a pellet/legna/gasolio con uno nuovo piu' efficiente e pulito; l' installazione deve essere a norma e certificata.

In presenza di una stufa o caldaia di vecchia generazione o con problemi di varia natura conviene chiedere un preventivo per la sua sostituzione.

I vincoli da rispettare solo:

+) La vecchia stufa / caldaia va rottamata con documentazione appropiata

+) La installazione deve essere a norma e certificata, quindi serve canna fumaria adeguata, presa d'aria, installazione in locale idonei.

+) Sopra la potenza di 15 Kw utili si deve sostituire con prodotto analogo con potenza al massimo 10 % superiore alla vecchia, salvo avere una asseverazione di un termotecnico che ammetta la potenza di nuova installazione. Sotto i 15 kw della stufa nuova basta una qualsiasi stufa a legna o pellet.

+) Tutta l'operazione deve essere certificata e documentata con foto ecc, la pratica viene gestita internamente tramite centri specializzati.

In particolare servono le seguenti foto :

Foto davanti e posteriore del vecchio generatore, foto targhetta generatore vecchio, foto vecchio generatore ambientato e funzionante con fuoco acceso , visto da lontano nel locale di installazione. Meglio fare piu' foto poi si scarteranno se non necessarie, meglio copiare le foto o inviarle ad altro dispositivo per evitare di perderle o cancellarle.

Foto della etichetta del nuovo generatore con dati di targa e matricola ( piu' foto se necessario); foto posteriore, del davanti della nuova stufa, almeno un paio di foto la lontano della nuova stufa. Foto della presa d'aria.

Servono poi i dati catastali dell'immobile, con data di accatastamento e data costruzione dell'immobile. Se il locale di installazione non e' di proprieta' serve una autorizzazione firmata del proprietario ( con copia carta identita).

Se l'immobile e' di nuova costruzione ( circa dopo 2015 il coto termico e' difficile da realizzare, va valutata caso per caso); anche eventuali ristrutturazioni recenti possono bloccare il conto termico, sono sempre cose da valutare vista la situaizione catastale.

Tutte le operazioni burocratiche le facciamo noi, bastano le foto e i dati di cui sopra.

Obblighi principali derivanti dal conto termico :

1) Non vendere il generatore per 5 anni

2) Comperare pellet certificato con fattura per 5 anni

3) Eseguire manutenzione periodica da personale specializzato.

4) Conservazione  documentazione per almeno 5 anni