cosmetici

Dopo un uso esiguo nella Preistoria, durante il regno degli egizi i cosmetici ebbero un ruolo fondamentale nella cura della persona.

Gli Egizi si cospargevano di unguenti, allungavano gli occhi con il kajal e dipingevano le labbra con ossido di rame e ferro. Ma in tutti i popoli antichi sono documentati usi cosmetici: i Pitti scozzesi e i nativi americani si dipingevano il corpo, i popoli mesopotamici coloravano il volto con l'ocra, gli indiani erano soliti dipingersi palmi delle mani e piante dei piedi (le donne disegnavano sul viso stelle, lune o fiori), i fenici inventarono il sapone e gli ebrei facevano uso di fragranze come l'incenso, gli arabi estrassero l'acqua di rose.

 

I greci si coloravano i capelli con uno speciale unguento e dipingevano il volto di bianco (col piombo bianco) o di rosa (col vermiglio). L'orpimento, un composto dell'arsenico, venne utilizzato come depilatore, l'olio di palma per le gambe, il timo per il collo.

I greci poi succhiavano piante aromatiche per rinfrescare l'alito. I romani, riporta Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, abbondarono di trucchi, oli e profumi. Sempre Plinio racconta di come Poppea facesse uso smodato a fini cosmetici di latte d'asina, sia in pomata (poppaeanum), sia con il bagno riportato da Cassio Dione. Alcune procedure di abbellimento adottate nell'antica Roma erano adottate anche nelle procedure di imbalsamazione. Dall'utilizzo della farina di farro (mola) per sbiancare ed uniformare la pelle, deriverebbe il termine immolare. Essenze, oleoresine (aromata), mirra cinnamomo e soprattutto incenso, venivano utilizzati nei funerali in grande quantità. Plinio riferisce che al funerale di Poppea, Nerone fece bruciare (da cui il termine pro fumo) essenze profumate più di quante ne potevano essere prodotte in medio-oriente in un anno.  I cosmetici erano oli (hedysmata), unguenti (stymmata), e pomate (diapasmata) e la loro preparazione viene illustrata nell'affresco degli amorini profumieri nella casa dei Vettii a Pompei. Più elaborata la formulazione di una crema ritrovata in una sepoltura romana risalente al 150AD in Inghilterra. Composta prevalentemente da amidi e grassi animali, contiene anche pigmenti come l'ossido di stagno sotto forma di cassiterite.

Molti scrittori romani, oltre a Plinio il vecchio, si occuparono della cosmetica, spiccano Celso, Giovenale, Dioscoride e Galeno, che parlò di una crema rinfrescante.

I cinesi, conoscendo la cosmesi, utilizzarono e utilizzano ancora oggi dipingersi il volto di verde, ocra o rosso per rappresentare demoni in scene teatrali.

Fra il X-XI secolo fu fondata a Salerno la prima università europea medica che fra l'altro si occupava di studiare le essenze di piante medicinali.

Nell'Italia del 500 in molte corti le dame preferivano adornarsi il viso con creme e aceti di toeletta. Questo modello fu esportato nell'Europa centrale, allora sconosciuta della cosmesi, grazie a Renato Bianco (detto Renè il Fiorentino) e alla padrona Caterina de' Medici, allora consorte del re Enrico II di Francia.

Fu così che il mondo allora conosciuto (Europa, Asia, Africa e America) conobbero la cosmesi.

Nel 1807 William Colgate e Chevreul produssero, studiando la natura del sapone, le prime candele.

Nel 1910 fu inventato il primo rossetto.

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